Dalla Flat Tax alla Fatturazione elettronica

Tantissime sono le novità del 2019:

dalla“Flat tax”, al  pacchetto sanatorie, dagli “aggiustamenti” del reddito d’impresa alle norme a matrice internazionale, dagli ISA all’addio agli studi di settore.

 

Il mese di Febbraio non lascia spazio agli indugi: il 2019 si preannuncia un anno ricco di insidie e di opportunità da cogliere.
Tantissime sono infatti le novità trattate: dalla “Flat tax”, al  pacchetto sanatorie, dagli “aggiustamenti” del reddito d’impresa alle norme a matrice internazionale, dagli ISA all’addio agli studi di settore.

 

Fatturazione elettronica: primo stress test il 18 febbraio 2019

Tuttavia a farla da padrone in questo avvio di 2019 è ancora una volta la “fattura elettronica”: la vera regina indiscussa delle novità che dovrebbe dare effettiva concretezza all’inizio dell’era digitale delle imprese – nessuna esclusa – e dell’Amministrazione Finanziaria. Si tratta di una secca virata tanto voluta dal Legislatore e tanto attesa dai contribuenti, non senza timori ed incertezze, che, dopo una prima fase di avvio, ha avuto il primo vero stress test il 18 febbraio, in occasione della prima liquidazione IVA. 

Ma le novità non riguardano solo la fattura elettronica: in materia di Bilancio d’esercizio particolare attenzione va posta all’OIC 11, ma anche alla sempre più crescente importanza che sta assumendo la redazione della Nota Integrativa in funzione delle informazioni supplementari da fornire alla platea di soggetti con cui un’impresa deve interfacciarsi (soci, istituti di credito, amministrazione finanziaria, …).

 

MINI IRES”: sostituzione parziale di ACE e super-ammortamento

Entrando poi nel Focus della Legge di Bilancio merita attenzione il regime di tassazione agevolata previsto a favore di quelle imprese che accantonano utili e contemporaneamente li rinvestono in beni strumentali nuovi e/o assumono personale dipendente. Si tratta della cosiddetta “MINI IRES”: una forma di tassazione che prevede l’applicazione di un’aliquota ridotta di 9 punti percentuali alla quota di “Reddito Agevolato” individuato. Un regime di favore che deriva da un calcolo complesso e che cerca di compensare l’irrigidimento del Legislatore Fiscale che, proprio con la Legge di Bilancio 2019, ha abrogato ACE e super-ammortamento. 

Nuova risulta anche la rimodulazione del “credito per la ricerca e sviluppo”, il restyling dell’iper-ammortamento per i beni 4.0, nonché la Nuova Sabatini.
Attenzione va prestata poi ad ulteriori novità fiscali presenti nella Legge di Bilancio: l’incremento della percentuale di deducibilità dell’IMU dall’IRES, che dal 2019 passa dal 20% al 40%, la riapertura della disciplina della rivalutazione dei beni d’impresa che, di fatto, segue un’impostazione analoga a quella già ben nota proposta per il 2016 e per il 2017. 
Nel commento alla Finanziaria 2019, non si può fare a meno di approfondire le modifiche al regime forfettario che, a seguito delle novità introdotte, ha notevolmente ampliato  la platea dei soggetti cui può essere rivolto includendo proprio quella quota di piccoli imprenditori e professionisti con compensi fino a 65.000 Euro che, di fatto insieme alle PMI, costituiscono il vero tessuto economico-territoriale di riferimento. 

Infine è d’obbligo un richiamo ai concetti di internazionalizzazione trattati nella direttiva ATAD1 (anti tax avoidance directive) e nella sua successiva integrazione ATAD2.  Si tratta di disposizioni recepite in Italia dal cosiddetto “Decreto ATAD” che, tra le tante, hanno condotto ad una sostanziale modifica della disciplina della deducibilità degli interessi passivi. La nuova norma, in vigore dal 2019, opera una completa rivisitazione dell’intera disciplina sugli interessi passivi introducendo diverse regole volte ad una differente definizione di ROL (ora basato sulla disciplina fiscale), nuovi meccanismi nel conteggio degli interessi passivi deducibili, nonché limitando a 5 anni la possibilità del riporto in avanti del ROL eccedente.

Infine, a circa due mesi dall’introduzione della fatturazione elettronica, in cui ormai non vi è più un distinguo tra PA, B2B e B2C per tutte le operazioni di cessioni di beni e prestazioni di servizi con soggetti residenti o stabiliti in Italia, si comprende che questo tracciato informatico di poche righe è il punto centrale del processo di digitalizzazione dell’area amministrativa in tutte le fasi, dalla generazione alla sua emissione e conservazione delle fatture.

 

Agenzia delle Entrate: 230 milioni di e-fatture da parte di 2,3 milioni di operatori

A due mesi dal suo avvio le fatture transitate in SDI sono oltre 230 milioni con un’utenza di oltre 2 milioni e mezzo di aziende e professionisti ed un tasso di scarto del solo 5%: numeri che devono essere visti con estremo favore ed entusiasmo se paragonati al dato medio di scarto registrato all’avvio della e-invoice per la PA che si attestava sul 30%.