Divieto di cumulo pensioni e redditi per i professionisti iscritti alle casse private

 
(D.L. 23/2020, art. 34)

 

L’ambito dei potenziali beneficiari dell’indennità spettante ai lavoratori autonomi iscritti alle casse private è stato modificato dall’art. 34 del D.L. 23/2020. 
In particolare è stato specificato che l’indennità di cui all’art. 44 del “Cura Italia” (si veda il nostro insight del 27/3/2020) spetta ai soli professionisti:

  • non titolari di trattamento pensionistico. La Relazione illustrativa al decreto precisa che il riferimento è al trattamento pensionistico “diretto”, vale a dire che sarebbero esclusi i titolari di pensioni di anzianità, di vecchiaia e di invalidità; 
  • iscritti in via esclusiva agli enti di diritto privato di previdenza obbligatoria ai quali hanno inoltrato la domanda. Quest’ultima previsione determina l’esclusione dall’indennità erogata dalle Casse private di quei lavoratori autonomi che, per effetto dello svolgimento di attività ulteriori rispetto a quella professionale (ad esempio, come dipendente), risultino iscritti a diverse gestioni previdenziali

A fronte di tale specificazione normativa, le Casse di previdenza private si sono trovate a dover sospendere i pagamenti dell’indennità, richiedendo ai loro iscritti di reintegrare le domande precedentemente presentate, con un’autocertificazione attestante i nuovi requisiti richiesti. Quanto all’ordine seguito per l’evasione delle richieste, a far fede è la data di presentazione della domanda e non quella della reintegrazione.